
Gestione efficace e puntuale degli allarmi
Quanti tipi di antifurto per casa esistono?
La necessità di dotare la casa di un sistema di sicurezza diventa sempre più urgente. Da recenti analisi svolte da “Il Sole 24 Ore” risulta che la criminalità colpisce indifferentemente le città del Nord e del Sud Italia e che, nonostante siano ancora in tanti ad affidarsi alla sorte, prende sempre più piede nella mente delle persone la consapevolezza di dover limitare il fenomeno proteggendosi con misure adeguate.
Anche il Governo, che ogni anno nella Legge di Bilancio prevede agevolazioni fiscali per la sicurezza, sta sviluppando altre misure per favorire l’acquisto di sistemi di sicurezza.
Come si sceglie un antifurto per la casa?
La scelta del tipo di antifurto più adatto dipende da diversi fattori, tra cui le dimensioni dell’abitazione, il budget e le esigenze di sicurezza.
Esistono diversi tipi di antifurti per casa. L’antifurto cablato è il tipo di antifurto più tradizionale e offre un’elevata sicurezza, ma è anche il più costoso e difficile da installare perché collegato a una rete di cavi che connettono i sensori alla centralina.
L’antifurto wireless utilizza onde radio per comunicare tra i sensori e la centralina. È più facile da installare rispetto all’antifurto cablato ed è anche più economico. Tuttavia, la sicurezza è leggermente inferiore a quella dell’antifurto cablato.
È possibile combinare antifurto cablato e wireless, ottenendo un buon compromesso tra affidabilità, sicurezza, facilità di installazione e flessibilità. I sensori di movimento sono collegati via cavo, mentre gli altri sensori, come quelli di apertura, sono wireless.
L’antifurto perimetrale protegge l’area esterna della casa, come il perimetro del giardino o del cortile. È costituito da sensori che rilevano il movimento o la vibrazione.
L’antifurto volumetrico protegge l’interno della casa rilevando il movimento delle persone. È costituito da sensori che rilevano il calore o l’infrarosso.
Come funziona un antifurto?
La centralina dell’antifurto è collegata a una centrale di monitoraggio. Quando rileva un allarme invia un segnale alla centrale di monitoraggio, che allerta le forze dell’ordine.
L’obiettivo è rilevare la presenza d’intrusi e garantire una risposta immediata.
Cosa succede quando l’antifurto non funziona?
La maggior parte dei furti vanno a buon fine perché l’allarme non è scattato e non è partito il segnale destinato alla centrale di monitoraggio che allerta le forze dell’ordine. Nei tradizionali sistemi infatti non c’è modo di capire se l’antifurto funzioni correttamente oppure no.
Ecco perché VIS ha introdotto un protocollo operativo che consente di controllare costantemente l’efficienza tecnologica delle apparecchiature che compongono il sistema di allarme antifurto. Appena rileva un’anomalia tecnica ne analizza la natura e se è sufficiente intervenire da remoto, il team di assistenza esegue tutte le operazioni necessarie a ripristinare la normale funzionalità dei dispositivi e informa l’interessato. Nel caso in cui non si possa intervenire da remoto, il team di assistenza, compatibilmente con la disponibilità dell’interessato, organizza l’intervento di manutenzione on-site per garantire la continuità del servizio di ricezione e gestione allarme.
La principale peculiarità di VIS è l’attenzione che riserva ai dettagli perché l’ingegnerizzazione dei processi consente di lavorare attentamente sulla prevenzione delle anomalie e ridurre così l’incidenza dei falsi positivi e degli interventi attivi.
Se questo articolo ti è stato utile e desideri maggiori informazioni non esitare a contattare VIS per una consulenza gratuita.
